Associazione Claudio Gora ©

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Stabat Mater action
Oratorio per attuanti e coro - di Sergio Sivori

nuova versione 2010

con
Cristina Giordana
Giovanni Avolio
Giancarlo Porcari
costumi
Martina Pavoncello
drammaturgia, regia e spazio scenico
Sergio Sivori

Calendario:
-Aprile 2008 Roma - Laboratorium Teatro
-20 Luglio 2009 Montepulciano - Siena - 34° Cantiere Internazionale d'Arte
-25 Agosto 2009 Santa Severina - KR - Festival Internazionale "Le arti del gesto"
-20 Giugno 2010 Roma - Festa Europea della Musica

Scheda Tecnica

Rassegna stampa in pdf

 

 

 

 

 

RASSEGNA STAMPA

LA REPUBBLICA 1 MAGGIO 2008

Sivori, uno Stabat Mater a lume di candela

Come in un quadro di Caravaggio sacro e profano si mescolano nello "Stabat Mater" di Jacopone da Todi. Il pianto della madre di fronte al figlio impiccato s'intreccia, trova eco nel pianto della Madonna dinnanzi a Gesù crocefisso: «...d'una morte affera-ti/trovarse abbraccecati/mate e figlio impiccato...». Sergio Sivori, drammaturgo e regista di questo "Stabat Mater action" che rappresenterà in ottobre l'Italia al festival di teatro sperimentale del Cairo ne ha tratto una versione per quattro attori e un coro di quattro voci che unisce il dramma antico, la tragedia classica alla sacra rappresentazione popolare: «A lume di candela,spiega, gli spettatori si troveranno al centro dell'azione, diventeranno parte integrante di una sorta di rito liturgico». (nico garrone)

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IL GIORNALE DELLA MUSICA luglio 2009

Il teatro trasformato in musica...

.............. si sono visti a Montepulciano due spettacoli assai originali. Il primo, intitolato Dedalus, era un esempio di teatro di strada, molto movimentato, un po' sguaiato, nobilitato dalle musiche di Norberto Oldrini e Stefano Taglietti, grottesche al punto giusto. Altra cosa, per finezza della costruzione e profondità dell'espressione era Stabat Mater Action, spettacolo creato da Sergio Sivori .... Messo in una vecchia cantina riconvertita a palcoscenico, era concepito come una grande partitura di suoni e gesti, un "oratorio" che si sondava sul pedale di un pianto ininterrotto, straziante, di una donna (Cristina Giordana) coperta da un velo. In una penombra che pareva illuminata solo dalle candele, e odorosa di incenso, gli altri due "attuanti" (Giovanni Avolio e Giancarlo Porcari) si muovevano con gesti ritmati, rituali, intorno a oggetti simbolici, un tumulo di sabbia, l'acqua in un bacile. Intanto il lamento della donna trascolorava nel suono tenuto di una viola. E poi in echi di polifonie arcaiche, come bolle di madrigali intonati da un coro seminascosto, e in un contrappunto dei due attori che intrecciavano le loro voci sui versi dello Stabat Mater e di antiche laude popolari. Anche il culmine drammatico dello spettacolo era costruito sul ritmo lento di un palo de lluvia (strumento sudamericano che imita il suono della pioggia), imbracciato come fosse una croce, e su quello violento, spietato delle frustate inferte con un drappo rosso. Mentre i musicisti (tutti bravissimi) lasciavano la scena, uno dei due, denudato, rimaneva alla fine tra le braccia della madre. Icona del dolore, dietro la luce fioca di una candela. Gianluigi Mattietti


SIPARIO settembre 2009

A Santa Severina l'arte è alla portata di tutti
di Annamaria Sansone
V edizione del Festival “Le Arti del Gesto”
Santa Severina KR
21 — 26 agosto 2009

.............Succede pure di torcersi fra le lacrime, assistendo alle prove dello splendido “Stabat Mater Action” di Sergio Sivori con Cristina Giordana ,solenne liturgia del dolore umano. “Non facciamo teatro per il teatro “dice Sivori, “Vogliamo che il pubblico non resti tale, ma che diventi spettatore, condividendo l'esperienza dell'attore, leggendo ciò che vede attraverso la propria biografia. L'Italia non offre quasi più la possibilità di trovare questa condizione: siamo ridotti a dare spettacolo di noi stessi, perché non abbiamo più lo spettacolo dentro di noi. Questo accade quando il sottobosco della cultura - e della politica - prevale sul bosco”. Appare allora evidente la novità di questa manifestazione.
“Qui a Santa Severina non si vive di formalità, c'è rispetto per gli uomini e per l'ambiente”, sottolinea Cristina Giordana. “C'è un grande senso dell'ospitalità: anche il parroco ci ha aperto la cattedrale per le prove”.

“Il mondo del teatro è pieno di artisti orfani, che non sanno a chi chiedere aiuto. E Santa Severina è un bel posto per un regista “orfano”. È selvatica. Ogni giorno si creano mosaici di incontri, con risultati sorprendenti, aggiunge Raul Jaìza di La Madrugada.E poi, qui accadono altre cose, meno visibili, magari, ma assai interessanti, come il laboratorio di filosofia, per esempio. Un momento di incontro e confronto fra attori e filosofi, per riflettere sulle trasversali nella creazione artistica, in cui il gesto, il corpo, la rappresentazione, diventano le parole chiave. Al mattino i seminari, al pomeriggio i workshop. Lo organizza la professoressa Anna De Vincenti, vicepresidente della Società Filosofica Calabrese. “Una grande scommessa, in questa terra di difficoltà e di mafia, avere questi momenti di grande respiro, in cui la filosofia diventa aiuto concreto, non accademia, ma capacità di interrogarsi, e quindi salvezza.” “L'arte dello spettacolo per noi è come un viaggio. Quello che verrà non sarà mai uguale a quello che è stato”, aggiunge Sivori. ...

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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