“QUARTETT”, ispirato all’omonima opera di Heiner Muller, diventa, nell’adattamento teatrale offerto dal LABORATORIUM TEATRO, uno sconcertante e sadico gioco teatrale, capace di indagare fino in fondo, con crudo cinismo filosofico, l’anatomia delle passioni umane.Il testo di Muller è ispirato a “Le relazioni pericolose” di Laclos, che a sua volta prende spunto da “Le passioni dell’anima” di Cartesio. La ricerca teatrale di Sergio Sivori e dei suoi attori, pur non perdendo di vista questi illustri antenati, è in grado di offrire nuovi spunti di riflessione, che prendono vita nella visione del singolo spettatore.La drammaturgia mulleriana, pur conservando tutta la forza verbale di cui è carica, funziona da pretesto per una ricerca che, trascendendo il testo, si arricchisce di una rilevante componente fisica, che, passando attraverso i corpi degli attori, è in grado di risvegliare nuove associazioni e molteplici significati nello spettatore. Il gioco teatrale si rende speculazione filosofica, ed indaga il mistero indecifrabile dell’animo umano e delle sue passioni viste attraverso la fitta ragnatela di relazioni che si instaura tra il visconte di Valmont, la marchesa Merteuil, sua nipote Volanges e madame de Tourvel, tutte pedine instabili nella partita a scacchi tra le pulsioni di vita e quelle di morte.Il tempo acquista una dimensione di immobilità ristagnante, per conferire al patos una dilatazione spasmodica.Il mosaico composto dalla logorroicità mulleriana e dalla fisicità degli attori del LABORATORIUM TEATRO giunge così a sottolineare la contraddittorietà dell’esistenza umana, escludendo ogni possibilità di lieto fine.Lo spessore filosofico di Muller, la sua sottile indagine sul tempo e sulla morte, è magistralmente resa per mezzo del continuo e sapiente scambio di ruoli, in cui gli attori si trasformano nel degenerato QUARTETTO per mettere in scena una cinica e cruda filosofia dell’esistenza.L’opera è composta da un atto unico, in cui si possono distinguere quattro quadri dettati dal sottile e continuo gioco di inversione di ruoli.Nello scambio di ruoli il visconte e la marchesa diventano, di volta in volta, vittime e carnefici, predatori e prede di un’esistenza affetta da un mortale “cancro filosofico” che li trascina lentamente verso la degenerazione totale del corpo e dell’anima.Il corpo e l’anima sembrano, infatti, avere in “QUARTETT” una medesima componente materica, esposta alla corruzione del tempo e del peccato. L’anima è qui destinata alla stessa putrefazione della carne, senza possibilità di redenzione.Lo spettatore, davanti alla visione di quest’opera, è abbandonato a se stesso e deve potersi immergere nel vortice tormentato del ritmo e delle azioni fisiche, per individuare il proprio personale significato, che, trascendendo l’opera, ne arricchirà il senso. - nota critica di Federica Valente
Roma - LABORATORIUM Teatro dal 3 ottobre al 5 novembre 2006
Santa Severina (Kr) - Le arti del gesto. Le trasversali della creazione artistica (Festival) 20/25 agosto 2007
Cairo - 19Tth Session of The Cairo International Festival for Experimental Theatre 1/10 settembre 2007
Roma - LABORATORIUM TEATRO 8 ottobre / 8 novembre 2009
Spagna - Barcellona 2010
Spagna - Girona 2010





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SIPARIO aprile 2007
Quartett
di Heiner Müller
Regia: Sergio Sivori
Heiner Muller è senza dubbio il drammaturgo più rappresentativo della Germania contemporanea ed è considerato un autorevole autore della Repubblica Democratica Tedesca, il suo spettacolo è una riscrittura de Le Relazioni Pericolose di Lasclos che aveva a sua volta rielaborato il testo de Le passioni dell’anima di Cartesio.In scena sono il visconte di Valmont e la marchesa di Merteuil, che in un turbinio delirante di parole si ritrovano per raccontarsi e ricordare le loro relazioni passate ad inscenare torbide passioni, seduzioni “diaboliche”, dove l’unico scopo è il possesso dei corpi, il piacere effimero del sesso, e dove qualsiasi tipo di sentimento comune è bandito. Un gioco atroce, fatto non solo di parole, ma di suoni, di neologismi espressi in un vortice di rimpianti…..Muller, l’autore, dice che “La torta è buona se tutti gli ingredienti si accordano tra di loro: Una torta cattiva esiste, ma se nessuno la mangia che senso ha la sua esistenza. Dunque non esiste. Nel teatro accade lo stesso. Tutto è lì tranne che il teatro. Io scrivo per cercare il momento-teatro che non è lì”. Ed è partendo da quanto detto da Muller, che Sergio Sivori ci dice: “Partendo dal pensiero espresso dall’autore il gruppo orienta la scelta cavalcando l’idea che attraverso strade tracciate (la drammaturgia) si possano rendere visibili non tanto concetti, quanto sensazioni, invitando il pubblico a condividere il non sense di una partitura che appare effimera come ali di farfalla. “Costruiamo un castello di carta sotto il crollo del quale seppellire le nostre angosce”. Lo spettacolo è senza ombra di dubbio coinvolgente dal punto di vista drammaturgico, è intelligente, nuovo, sarcastico, il livello è alto e i due attori, rispettivamente in ruoli faticosissimi che talvolta addirittura si scambiano, aumentando la difficoltà della loro interpretazione e la suspence, sono veramente bravi. Buona la regia di Sergio Sivori.
Diana Palma
TEATROTEATRO.IT
NELLE VISCERE DEL TEATRO DI SERGIO SIVORI
Al Laboratorium Teatro, centro di ricerca e sperimentazione, va in scena Quartett una variazione sul tema tratto dal romanzo di Laclos, Le relazioni pericolose. Lo spettacolo di Sivori, quantunque ricchissimo di parole, predilige una fruizione emotiva, accarezza il pubblico disposto ad abbandonarsi fisicamente a un rincorrersi di suggestioni, condizionamenti, impressioni, lenti avvicinamenti ed improvvisi capovolgimenti di sessi e ruoli. Il testo arriva solo alla fine di un allestimento che pone alla base della sua ricerca le infinite possibilità espressive del corpo. Le parole vengono scagliate con un ritmo indiavolato. L’abilità degli attori (Cristina Giordana e Franco Mannella) risiede nella loro sensibilità a non sottolineare, a non soffermarsi sui lemmi, lasciando che il ritmo travolga lo spettatore mentre tenta di aggrapparsi al senso, non potendo che bearsi del flusso emotivo che i corpi in scena sprigionano. L’amarezza che produce la storia viene centellinata in piccole dosi. Assistendo al vortice nel quale i due attori sono risucchiati dall’inizio dello spettacolo, si realizza la loro impossibilità di comprendersi fino in fondo. La danza ed il travestimento diventa un modo per avvicinarsi all’altro, per carpirne i segreti, per valutarne gli umori, per saggiarne i piaceri con la consapevolezza che nessuno dei due avrà pace. Animali da palcoscenico si rincorrono senza possibilità di scampo per i loro muscoli, senza pause per le loro lingue, senza alternative ad un percorso minato che non consente sbavature. I due, quantunque impossibilitati a rompere il cordone ombelicale che lega l’uomo alla donna, il figlio alla madre, la bestia alla sua preda, mai potranno essere una cosa sola. Sivori gioca con i suoi attori alla ricerca di sensazioni sorprendenti, di una forza che inaspettatamente interviene a sostenere gli interpreti nel loro passionale faccia a faccia. L’attore ritrova il suo corpo, accorda lo strumento e lo fa vibrare in cerca di una cassa di risonanza che solo nel ventre del pubblico può ritrovare. Le viscere sono chiamate in causa dal lavoro del regista che, stimolando l’istinto dell’attore, mira dritto alla pancia dello spettatore con la messa in scena di uno spettacolo che può apprezzare l’esperto quanto il neofita, che può rifiutare l’intellettuale come può sentirsi disorientato chi si trova per caso ad assistere a cotanto appassionato vorticare.
Andrea Monti
VESPERTILLA - dicembre 2006
GIOCO D'IDENTITÀ E FINZIONE
Quartett , Laboratorium teatro
Nuovo teatro, nel cuore del quartiere Portuense: lo spettatore è avvolto da un buio pesto, evocativo... All'improvviso la luce disegna un ombrello bianco che gira sempre più forte, segue le emozioni. Tra ombre e luci inizia il gioco d'identità e finzione. Si attuano rituali d'odio e violenza, di torbide passioni. Lei: "Per ogni donna un uomo è un uomo per difetto", è la marchesa di Merteuil (Cristina Giordana). Lui, il visconte di Valmont (Franco Mannella) sudato, disperato, schizofrenico. Le due esistenze turbate e ossessionate dal possesso del corpo, si scambiano le personalità unendo i loro tormenti. In scena svisceramento dell'anima e alienazione. Per Heiner Mùller il teatro è laboratorio sociale, dove protagonisti sono gli uomini con le frustrazioni più grandi, con volontà di distruzione, dove unica soluzione del disagio sembra essere la morte. Al suono d'un carillon la marchesa con un sorriso inquietante e il visconte ormai stanco si suicidano, unica via che libera dal richiamo della carne. In questo laboratorium le vere vittime sembrano gli attori, il turbinio infinito di parole, grida, risate, presuppongono un grande lavoro, l'unica frase che risuona nella memoria è quella finale "morte di una puttana, adesso siamo solo cancro amore mio".
Roberta Capotondi
TEATROTEATRO.IT
Quartett
di Heiner Muller
Al Laboratorium Teatro di Roma
Il corpo e la fisicità sono il vero duello amoroso della pièce. L'erotismo verbale e il gioco della seduzione quasi scompaiono di fronte all'espressione tagliente dei gesti. Dramma-commedia in un atto unico del giovane e talentuoso Sergio Sivori, tratto dall'omonima opera di Heiner Muller che, a sua volta, si ispira alle incantevoli e al tempo stesso mostruose " Relazioni Pericolose" di Laclos.
Un grande romanzo epistolare come Le relazioni pericolose (1700), i cui aspetti più cinici e malati somigliano pericolosamente ai peggiori difetti di ogni tempo, trova la sua giusta collocazione al cinema e a teatro. Muller si ispira e Sivori lo trasforma ulteriormente. Quartett infatti diventa un difficile duetto interpretato dai bravi Franco Mannella e Cristina Giordana che, scambiandosi anche i ruoli, rappresentano sulla scena La Marchesa di Merteuil e il Visconte di Valmont. Come corollario interpretano una timorata fanciulla e una splendida dama, entrambe ambite e sedotte dal Visconte. Le voci dei personaggi si incrociano, si scontrano, si sovrappongono; dominano le parole dei raffinati, a volte scurrili, astuti protagonisti, autori di intrighi amorosi nei quali si scambiano con rabbia e disperazione le malignità più terribili, minacciandosi con risate isteriche e proposte ambigue, combattendo una loro personale battaglia sulla pelle propria e di persone innocenti. Un gioco al massacro che, a tratti fedele al testo di Muller, alterna aspetti ironici e sarcastici, assumendo contorni surreali magistralmente espressi dai due interpreti. Il corpo e la fisicità sono il vero duello amoroso della pièce. L'erotismo verbale e il gioco della seduzione quasi scompaiono di fronte all'espressione tagliente dei gesti. L'attore è al centro dell'interpretazione, al di là di ciò che sta rappresentando. E' l'elemento essenziale, un progetto di ricerca nel tentativo di oltrepassare i propri limiti.
Efficace l'allestimento scenico, scarno e buio, che si riempie soltanto della presenza dei protagonisti, così come interessante la contrapposizione tra la staticità della marchesa e il dirompente attivismo di Valmont. Esercizi ginnici, sudore e virtuosismi vocali contraddistinguono lo spettacolo. Un pizzico di nostalgia per le pagine indimenticabili di Laclos si affaccia al termine della rappresentazione, quando la fine dei due ex amanti sopraggiunge a ricordare che la commedia che tutti noi recitiamo si accompagna inesorabilmente alla tragedia.Silvia Donnini
LEGGO
Venerdi 29 settembre 2006
Un supermercato che diventa teatro. Succede nel cuore del Portuense dove ha aperto i battenti il Laboratorium teatro. Si tratta di nuovo centro internazionale di ricerca teatrale voluto dall’associazione Claudio Gora, presentato ieri dal direttore artistico Sergio Sivori. Raffinata struttura architettonica, platea da ottanta posti, variabile a seconda dello spettacolo, dove gli spettatori saranno sempre parte integrante della messa in scena. Il cartellone prenderà il via martedì prossimo con nove rappresentazioni, e seminari (arte del clown, canto, eccetera) aperti a tutti. A debuttare in scena sarà invece Quartet di Heiner Muller, rivisitazione de Le relazioni pericolose, diretto da Sivori, con Cristina Giordana. Il 14 novembre, una data particolare, la seconda edizione del premio Claudio Gora dedicato al teatro di ricerca, che porterà in concorso cinque spettacoli di gruppi italiani.
G. Leo
CORRIERE DELLA SERA
2 ottobre, 2006
«Quartett» rilegge Choderlos de Laclos
Il Laboratorium Teatro diretto dall' Associazione Claudio Gora apre domani la stagione teatrale all' insegna della sperimentazione con un ricco cartellone di spettacoli e workshop. Da a ottobre a giugno Sergio Sivori dirige il Laboratorio Teatrale permanente aperto ad numero massimo di 20 partecipanti. L' inaugurazione dela stagione propone «Quartett» di Heiner Müller diretto proprio da Sergio Sivori, una variazione sul tema, tratto dal romanzo di Laclos «Le relazioni pericolose». I protagonisti sono Cristina Giordana e Franco Mannella. Al centro un gioco crudele fatto di parole, suoni, neologismi, espressi in vortice di rimpianti e nostalgie. Due attori si confrontano in una dimensione suggestiva in sintonia con un pensiero dell' autore: «La torta è buona se tutti gli ingredienti si accordano fra loro». Dal 14 al 18 novembre è in programma la seconda edizione del Premio Claudio Gora al teatro di ricerca.
IL TEMPO
LUOGO di lavoro e confronto oltre che sede di spettacoli
Il LABORATORIUM teatro, diretto dall’Associazione Claudio Gora, punta sulla pedagogia e sulla ricerca non rinunciando però a una stagione ricca di appuntamenti. Il cartellone sarà inaugurato domani con «Quartett» di Heiner Müller con Cristina Giordana e Franco Mannella, diretti da Sergio Sivori in un gioco crudele di parole, suoni e neologismi comunicati attraverso la condizione emotiva del rimpianto. In una variazione sul tema trattato nel romanzo «Le relazioni pericolose» di Laclos, due interpreti mettono in pratica il principio dell’autore tedesco per cui una torta è buona soltanto se tutti gli ingredienti si accordano tra loro. Dal 14 novembre è prevista la seconda edizione del premio Claudio Gora con in concorso 5 gruppi di varie città italiane. A seguire, dal 15 dicembre, «Passion selon Madeleine», diretto e incarnato da Anna Maria Civico con canti cristologici fra tradizione popolare e un’idea della poesia vicina alla meditazione. Lucia Poli dirige poi, dal 6 gennaio, «Nerone», un viaggio fra realtà e immaginazione che ricostruisce gli ultimi attimi di vita dell’imperatore dalla scoperta della congiura alla fuga. «La classe morta» di Kantor è proposta dal 6 febbraio, mentre «L’autunno a Tokyo ovvero dritti fino al teatro Nô passando da Boris Vian» è l’evento curato da Giovanni Scacchetti e articolato in due distinti spettacoli. Il 5 marzo sarà la volta del progetto «Agamennone», ideato e diretto dal giovane regista napoletano Pino Carbone, con 5 attori, in lenta, continua attività, destinati a diventare i personaggi della tragedia eschilea. In chiusura l’allestimento realizzato nel corso del Laboratorio Permanente guidato da Sivori.
Tiberia De Matteis
IGN spettacolo 2006
TEATRO: ROMA, IL CARTELLONE DEL 'LABORATORIUMTEATRO'
Roma, 28 set. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) –
Il Laboratoriumteatro diretto dall'associazione Claudio Gora presenta la stagione teatrale 2006/2007 all'insegna del teatro sperimentale. La caratteristica del Laboratoriumteatro e' quella di alternare agli spettacoli incontri, seminari e workshop per l'indagine e l'approfondimento dell'arte dell'attore, invitando maestri provenienti da vari paesi del mondo. Quest'anno saranno ospitati i pedagoghi Rena Mirecka, Leris Colombaioni e Anna Maria Civico. Dal prossimo ottobre poi, fino al giugno 2007 Sergio Sivori dirigera' il Laboratorio Teatrale Permanente che sara' aperto a 20 partecipanti. Il cartellone partira' il 3 ottobre con lo spettacolo ''Quartett'' di H. Muller diretto da Sergio Sivori, una variazione sul tema, tratto dal romanzo di Laclos ''Le relazioni pericolose''. Seguira' dal 14 al 18 novembre la seconda edizione del ''Premio Claudio Gora'' dedicato al teatro di ricerca. Quest' anno in concorso cinque spettacoli di altrettanti gruppi italiani.
RECENSITO
A Roma va in scena "Quartett": trasposizione del romanzo di De Laclos 19 10 2006
Molti di noi si sono innamorati di Valmont e della marchesa di Merteuil, i personaggi cattivi de Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos, anche per le due bellissime versioni cinematografiche degli anni ’80, una di Stephen Frears con Glenn Close e l’altra di Milos Forman. Quartett, la riduzione teatrale fatta da Heiner Muller, forse il drammaturgo più famoso della RDT, considerato da molti l’erede di Bertolt Brecht, è una condensazione del romanzo in una serie di dialoghi essenziali e taglienti, un precipitato degli eventi che legano il quartetto dei protagonisti. Nello spettacolo messo in scena da Laboratoriumteatro con la regia di Sergio Sivori, vediamo i due criminali delle passioni, Valmont e Merteuil, a confronto mentre inscenano i crimini, prendono le parti delle vittime, si sostituiscono a loro e li interpretano. In questo particolare scambio dei ruoli oltre che dell’erotismo, si discute sulla fragilità dell’uomo, sull’imminenza della morte: cos’è la pelle se non qualcosa che si dissolverà per lasciare spazio allo scheletro che la sostiene? E l’anima, è solo un concentrato di sensazioni e passioni? Il regista riesce a mantenere un equilibrio fra la dimensione dialettica e quella ludica, ironica del gioco teatrale. La sua ricerca dello straniamento è evidente nella costruzione di una scatola teatrale essenziale e soffocante; la scenografia è una sedia, una valigia da cui spuntano diversi oggetti usati nei travestimenti degli attori e una serie di rami che cadono dal soffitto. Tutto si vivifica con un calibrato gioco di luci, usate per evidenziare i corpi ed esaltare la singolarità dei momenti, piuttosto che diffondersi sulla scena; è una visione pittorica che rende la luce protagonista per scolpire lo spazio, tracciarvi linee e direzioni, rompere il buio naturale del teatro. La prova degli interpreti, Franco Manella e Cristina Giordana, è appassionata..
Danila Bellino
